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martedì 20 gennaio 2009

San Leucio, chiude l'ultima seteria: gli storici tessuti persino nella Casa Bianca

Ultimo tentativo del curatore fallimentare per salvare parte degli occupati, che rivendicano 160mila euro
di Lidia Luberto
Qualcosa sembra muoversi nell'annosa e complessa vicenda dell'Antico opificio serico De Negri s.r.l., in grave difficoltà da diversi mesi. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha fissato, infatti, per venerdì prossimo l'audizione del liquidatore della Società, Andrea Sabelli (assistito dall'avvocato Walter Russo e dai commercialisti Mario Porcaro e Laura Paglia), nell'ambito della procedura di concordato preventivo richiesta dalla stessa società. Piuttosto complicata la storia recente di questa azienda, fra le ultime del settore serico ancora attive a Caserta città, che ha al suo attivo clienti illustri.
Le stoffe dell'Antico opificio de Negri tappezzano, infatti, la Camera dei Deputati, il Senato italiano e la Casa Bianca. Della stessa azienda erano anche i paramenti utilizzati dal papa Giovanni Paolo II in occasione del Giubileo. Un passato di tutto rispetto che, però, non ha preservato la storica azienda dalla grave crisi che ha colpito il comparto tessile a causa dell'invasione delle stoffe provenienti dai mercati asiatici e per la difficile congiuntura economica. Preso atto dello stato di crisi che si protraeva da alcuni mesi, i responsabili della vecchia struttura costituirono, nel luglio scorso, un nuovo soggetto giuridico (la società «Antico opificio serico San Leucio») per scongiurarne la chiusura e conservare almeno le 36 unità lavorative sopravvissute al doloroso dimensionamento dell'azienda originaria (in quarantotto mesi si sono persi 72 posti di lavoro).
«Il tentativo è quello di salvare il nome, il brand, la storia e i lavoratori, almeno quelli rimasti» spiega il liquidatore e responsabile della nuova società, Andrea Sabelli. «Un'azione, la nostra, che sembra aver dato già risultati incoraggianti. Da sei mesi, infatti, la fabbrica è ritornata a vivere, l'attività è normale, le commesse ci sono, i telai lavorano, gli stipendi si pagano con regolarità». Una situazione ancora instabile e per niente tranquilla, però, che potrebbe precipitare se venisse dichiarato il fallimento della «De Negri srl», come è stato chiesto da una parte dei lavoratori fuoriusciti i quali si sono appellati al giudice per ottenere il recupero di 160mila euro del trattamento di fine rapporto non ancora percepito per intero. La nuova società nasce e continua a vivere, infatti, sulla scia della vecchia, in quanto risulta esserne affittuaria. Ed è proprio con i fondi ricavati dall'affitto d'azienda che la vecchia società può continuare a pagare i suoi creditori. «Dunque, in via di principio, l'eventuale fallimento della prima, potrebbe, e il condizionale è d'obbligo - aggiunge il liquidatore della società, Sabelli - avere delle ripercussioni sulla nuova società ». Un timore che scoraggia qualsiasi iniziativa. «E' arrivata dal Vaticano la richiesta per un'importante commessa. Dovremmo tessere le stoffe per i paramenti di papa Benedetto XVI. Un'altra occasione imperdibile per la nostra azienda e per il prestigio di queste sete conosciute in tutto il mondo. Un contratto che firmerò, però, solo se e quando potrò utilizzare il nome di S. Leucio».
Nella foto le antiche seterie di San Leucio. Alcune immagini risalenti all'800 e altre risalenti a metà del 900' tratte da sanleucionline

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