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La salute è un bene prezioso e dobbiamo tutelarla...Insieme si può! Villa Fiorita Capua

domenica 14 marzo 2010

Sequestrati beni per un milione e mezzo di euro ad estorsore di Capua, Angelo Di Gianni

L'uomo, 32enne, già agli arresti domiciliari dal giugno scorso perchè aveva rubato soldi e tentato di estorcene altri...
Un'ordinanza di sequestro emessa dal Gip di Napoli e' stata eseguita dai carabinieri oggi, colpendo il patrimonio dell'ex contabile di una ditta di materiale elettrico, la Elettrocampania. A Graziano Angelo Di Gianni, gia' agli arresti dallo scorso giugno, (aveva rubato soldi e tentato di estorcerne al direttore dell'azienda) sono stati sequestrati beni del valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Si tratta di un nuovo sequestro, nell'ambito di una indagine sul clan Mazzara, operativo nel Casertano: il capo, Nicola Mazzara (nella foto), e' stato arrestato nei mesi scorsi. L'indagine aveva avuto inizio dopo la denuncia di un ex dipendente della Elettrocampania (la cui sede e' a San Marco Evangelista), che aveva rilevato un ammanco di 2.500.000 euro: circostanza attribuibile, appunto, a Di Gianni, all'epoca contabile dell'azienda. Quest'ultimo, di fronte all'accusa, aveva minacciato l'ex direttore dell'ufficio crediti che lo avrebbe coinvolto nella faccenda, se non gli avesse consegnato 400.000 euro. Per evitare il pagamento, la vittima della estorsione si era rivolta al boss Nicola Mazzara, tramite un amico del capo clan, Federico Oliva: finendo col subire anche le pretese della camorra. I due infatti, invece di aiutarlo, lo avevano costretto a pagare 700.000 euro in denaro ed assegni. I carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, coadiuvati nella fase esecutiva da militari di Milano, hanno dato esecuzione oggi ad un decreto di sequestro emesso dal gip di Napoli a carico di Di Gianni, 32 anni, di Capua (Caserta). All'uomo sono stati sequestrati un conto corrente bancario ed un deposito amministrato in un istituto di credito di San Nicola la Strada, 3 polizze assicurative accese con una societa' di Milano ed un'auto di lusso, una Audi Q5. Nel corso delle indagini, il 18 giugno 2009, erano stati sottoposti a fermo Nicola Mazzara, 54 anni, residente a Cesa e ritenuto capo dell'omonimo clan camorristico, e Federico Oliva, 37 anni, residente ad Aversa: i due rispondevano di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di violazione alla legge sulle armi. In questa occasione fu arrestato anche Di Gianni, 32 anni, residente a Capua, accusato di appropriazione indebita e, come gli altri, di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Nei mesi scorsi, Di Gianni aveva gia' subito un primo sequestro di beni per 5 milioni di euro; il 23 giugno gli erano stati sequestrati inoltre una casa e un appezzamento di terreno per il valore di 1 milione di euro; il 21 luglio a Nicola Mazzara erano stati sequestrati beni per 3 milioni di euro.

Minore di anni 18 alla guida di un veicolo, fermato dai Carabinieri. Arriva la madre 41enne che cerca di aggredirli!!!

La donna appena giunta sul posto, interpellata dai militari, invece di fare una ramanzina al figlio si è scagliata contro gli operatori di polizia. Arrestata domani sarà giudicata con il rito per direttissima
Quando l'auto condotta dal figlio, minore di 18, quindi senza patente e non coperta da assicurazione, e' stata bloccata da una pattuglia di carabinieri, la donna, 41 anni si e' scagliata contro i militari. E' successo a Santa Maria Capua Vetere (Caserta), dove i militari stanno conducendo un'operazione di controllo del territorio. La donna, dapprima ha inveito contro i carabinieri poi ha cercato di allontanarsi con l'auto per sfuggire al controllo. Ma un militare intuendo le intenzioni della donna ha sfilato le chiavi dal cruscotto impedendo ogni tentativo di fuga. C'e' stata pero' una colluttazione che ha provocato delle ferite ad uno dei militari. La 41enne e' stata arrestata e condotta in caserma. Domani verra' giudicata con il rito direttissimo.

Vende droga ad un giovane ventenne del casertano. Arrestato spacciatore di Caivano

Il giovane acquirente è stato segnalato alla Prefettura di Caserta, perchè ritenuto responsabile di consumo di sostanze stupefacenti. manfra invece è stato arrestato
I poliziotti del Commissariato di P.S. Afragola, hanno arrestato Sergio Manfra, 21enne di Caivano per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. I fatti si sono svolti nei pressi dell'Isolato C del Parco Verde di Via Circumvallazione Ovest, dove il giovane e' stato sorpreso dai poliziotti mentre vendeva in sella ad un motociclo un involucro di cellophane di colore bianco. Manfra, aveva infatti ricevuto una banconota da un giovane a bordo di una Passat e dopo essersi allontanato un attimo era tornato con la dose. A scambio avvenuto, i poliziotti si sono divisi bloccando l'acquirente ed inseguendo Manfra sino alla sua poco distante abitazione. Al giovane acquirente, a seguito di una perquisizione, e' stato rinvenuto l'involucro poco prima consegnatogli da Manfra che ad una successiva analisi e' risultato contenere circa 20 grammi di eroina. Il pusher e' stato invece bloccato sull'uscio di casa dove vistosi in trappola ha spontaneamente consegnato ai poliziotti un sacchettino contenente circa 60 grammi di marijuana. Sergio Manfra e' stato quindi arrestato ed immediatamente associato alla Casa Circondariale di Poggioreale. Il giovane acquirente, originario del casertano, e' stato invece segnalato alla Sezione Tossicodipendenti dell'Ufficio Territoriale del Governo di Caserta. L'11 febbraio dello scorso anno, Manfra era stato arrestato dagli stessi agenti per il medesimo reato e condannato dalla XI Sezione del Tribunale di Napoli alla pena di otto mesi di reclusione, poi sospesa.

Piedimonte Matese. Per consacrare Angelo Di Costanzo, arriva Nicola Cosentino: "Sto con lui!"

Se le parole hanno un loro peso e proferite ad una platea di oltre duecento persone, Angelo Di Costanzo è il favorito di Cosentino nell’Alto Casertano, per la battaglia che sta conducendo nella competizione elettorale...nonostante Romano.
E intanto in un altra parte della provincia si consumava proprio la faida tra Sagliocco e Romano.
E’ arrivato il Gotha del Pdl stamani a Piedimonte Matese, per sostenere la candidatura di Angelo Di Costanzo alla Regione Campania. Ma non è per pubblicizzare l’evento che scriviamo, ma bensì per fare alcune considerazioni. Innanzi tutto, le parole del Coordinatore Regionale del Pdl Nicola Cosentino non lasciano dubbi interpretativi. “Sostenete Angelo Di Costanzo alla Regione Campania!” senza mezzi termini, nel mentre ad Aversa, come si evince anche dal nostro fratello maggiore casertace.net si consumava una faida tutta interna al Pdl tra Peppe Sagliocco e Paolo Romano, i due candidati uscenti, dati per vincenti. In effetti al Metropolitan Sagliocco è riuscito a portare il sindaco di Capua Carmine Antropoli che senza fronzoli ha affermato chiaramente da che parte sta, cioè con Sagliocco appunto, mentre il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella a sua volta da tempo appoggia incondizionatamente il “capuano –quartano” Romano. Colpi di fioretto insomma nell’ambito della lista Pdl che sicuramente in questo preciso periodo giovano soprattutto ad Angelo Di Costanzo che sta pescando bene anche nell’agro aversano. Emerge poi ancora un altro spaccato in questa dura battaglia a colpi di fioretto, ovvero che un altro candidato del Pdl, Antonello Acconcia, avrebbe deciso di appoggiare anch’egli Paolo Romano e defilarsi alla chetichella da questo guazzabuglio venuto a crearsi nella lista. Tornando a stamani, ovvero al convegno svoltosi nell’Aula consiliare di Piedimonte Matese, c’erano come detto Cosentino, il senatore Carlo Sarro, la deputata Giovanna Petrenga il sindaco di Gioia Sannitica Mario Fiorillo, il presidente della Comunità Montana Monte Maggiore Giuseppe Vastano e tanti altri sindaci dell’Alto casertano, tra cui Antonio Diana di Liberi e Maddalena Di Muccio di Alife. Cosentino ha chiuso il suo intervento, riaffermando quanto da noi sopra scritto, cioè il suo appoggio a Di Costanzo: “E’ stato per otto anni assessore provinciale ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, è un ottimo amministratore ed ha esperienza da vendere, per cui da Consigliere regionale non può che fare bene!” E se le parole hanno un peso, oggi Cosentino ha messo la sua bandierina sul candidato Angelo Di Costanzo, con buona pace di Paolo Romano…

Pratella e Alvignano. I Carabinieri sventano due furti e identificano quattro pluripregiudicati. Foglio di via per tutti

Un terzetto a Pratella era pronto ad agire, mentre ad Alvignano un altro pluripregiudicato specializzato in furti di negli appartamenti è stato subito beccato dai Carabinieri.
Due colpi sono stati sventati nelle ultime ore nel corso di servizi predisposti dalla Compagnia Carabinieri di Piedimonte Matese, finalizzati a contrastare il fenomeno dei furti ai danni di attività commerciali o in abitazioni private. Sono circa le undici di mattina di ieri, quando una pattuglia dei Carabinieri di Prata Sannita, intercetta nel centro abitato del comune di Pratella una autovettura BMW 525D, ferma nei pressi di una gioielleria. A bordo tre persone, che i Carabinieri scopriranno essere tre pluripregiudicati, un uomo e due donne, provenienti dal salernitano. Si tratta di N.M., 42enne, A.M., 39enne e S.M., 27enne, con una lunga sfilza di precedenti per reati contro il patrimonio e la persona, in particolare furti ai danni di gioiellerie e altre attività commerciali. Una volta fermati dai militari, non hanno saputo addurre validi motivi sulla loro presenza nel territorio matesino, per questo i Carabinieri non hanno dubbi, i tre erano in procinto di portare a compimento l'ennesimo colpo. Sono stati così fermati ed accompagnati in caserma dove gli è stato notificato il procedimento per l'irrogazione di una misura di prevenzione che prevede il foglio di via obbligatorio con il divieto di ritorno per la durata di tre anni. Qualche ora dopo, nel centro abitato del comune di Alvignano, nei pressi di Piazza Municipio, i militari della locale Stazione hanno sorpreso un pregiudicato di origine rumena, D.R., 20enne, residente nel napoletano, la sua specialità sono i furti in abitazione, l'ultimo colpo lo aveva messo a segno in un appartamento nella provincia di Frosinone. Questa volta le sue cattive intenzioni sono state mandate a monte dall'intervento dei Carabinieri che anche in questo caso hanno accompagnato il pregiudicato presso i loro uffici dove è stata avviata la procedura per il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno per la durata di tre anni.

L'incidente dei due operai occorso loro al Jambo1 in realtà è un omicidio!!!

E' incredibile la dinamica di quanto occorso ieri al Jambo1. La morte dell'operaio non è un incidente ma un omicidio scaturito a seguito di una violenta lite. Lo stesso omicida poi si è lanciato nel vuoto per simulare appunto l'incidente sul lavoro. Ora è ricoverato in gravi condizioni all'ospedale di Napoli piantonato dai Carabinieri
Un operaio di nazionalita' romena e' morto oggi a Trentola Ducenta (Caserta), precipitando dal tetto di un centro commerciale, dove stava lavorando: ad ucciderlo e' stato un connazionale, suo collega, che lo ha spinto in seguito a una lite. Subito dopo, l'omicida si e' pero' lanciato al suolo, a sua volta, da un'altezza inferiore, per simulare un incidente sul lavoro. Un escamotage che non ha funzionato: l'ipotesi della caduta accidentale ha retto effettivamente per diverse ore, fino a quando la vera dinamica dell'accaduto e' stata svelata dalle immagini riprese da una telecamera della videosorveglianza. Dubinga Florin, 28 anni, si trovava con George Corbu, di 32 anni, sul tetto del centro commerciale 'Jambo', ad un'altezza di circa 7 metri dal suolo, quando e' stato spinto a terra. Una caduta fatale: l'uomo e' morto mentre veniva trasportato dal 118, che lo ha soccorso, all'ospedale Moscati di Aversa. Anche il connazionale, che si e' successivamente lasciato cadere da un'altezza di due metri, e' rimasto ferito gravemente. E' ora ricoverato al Loreto Mare di Napoli in condizioni molto serie. L'uomo, in stato di arresto, e' piantonato dai carabinieri; sul fatto hanno indagato i carabinieri della sezione operativa di Aversa guidati dal comandante Giuseppe Fedele, e i militari della stazione di Trentola Ducenta. I due romeni erano entrambi dipendenti - in possesso di regolare contratto di lavoro - del Cis Meridionale, e si trovavano sul tetto per pulire i bocchettoni di scolo dell'acqua piovana.

Caiazzo. Sarà il Cardinale Bertone a consacrare Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo

L'ingresso alla Diocesi di Alife - Caiazzo è previsto per l'8 maggio, mentre il 9 maggio il nuovo Vescovo celebrerà nella Cattedrale di Caiazzo. la decisione di Bertone scaturisce dalla stima che mons. Di Cerbo gode negli ambienti vaticani
Il Cardinale Tarcisio Bertone ha deciso di consacrare personalmente vescovo, sabato primo maggio nella Basilica di San Pietro, lo storico capo della sezione italiana della Segretria di Stato, mons. Valentino Di Cerbo, nominato dal Papa ordinario dell'antica diocesi campana di Alife Caiazzo, gia' sede cardinalizia. L'ingresso in diocesi e' fissato per sabato 8 maggio con una solenne concelebrazione presso la Cattedrale S. Maria Assunta di Alife. Il giorno dopo il nuovo vescovo concelebrera' presso la Concattedrale di Caiazzo. La decisione del segretario di Stato di presiedere personalmente al rito dell'ordinazione episcopale di mons. Di Cerbo testimonia la stima della quale gode il prelato 67enne .

sabato 13 marzo 2010

San Potito Sannitico. Proteste e striscioni dei lavoratori dell'ex Consorzio CE/1

Invito a tutti i sindaci del Matese, laddove gli stessi operai lamentano il fatto che si sono sempre contraddistinti nella raccolta dei rifiuti e proprio lo ro, i primi cittadini, li hanno abbandonati
La disastrosa situazione del Consorzio Unico di Bacino delle Province di Napoli e Caserta e la totale incertezza per il futuro, oltre che la mancata retribuzione delle nostre spettanze salariali, ci costringono in questi giorni a non assolvere al nostro dovere e a non effettuare i servizi di igiene urbana nei comuni serviti, uniti nella protesta ai colleghi delle altre disciolte articolazioni della provincia di Caserta.
Il bacino dell'ex Consorzio CE/1, l'Alto Casertano, e la zona del Matese in particolare, si sono sempre distinti per le alte percentuali di raccolta differenziata raggiunte e per l'efficienza nei servizi. Se questo è stato possibile è stato grazie a noi, ai nostri sacrifici, all'amore per il nostro territorio, al fatto che abbiamo lavorato per la nostra azienda come se lavorassimo per la nostra famiglia.
Negli ultimi due anni il Governo ci ha prima sciolti, poi trasformati in Articolazione, commissariati, uniti agli altri consorzi della provincia di Caserta . In questo susseguirsi di eventi abbiamo perduto la nostra identità e pian piano i servizi sono andati a peggiorare e, con loro le percentuali di raccolta differenziata raggiunte dai comuni. Il tutto a danno dei cittadini, che non hanno in alcun modo colpa in questa vicenda. E tutto questo succedeva davanti agli occhi delle autorità del nostro territorio che hanno permesso che ciò accadesse, non muovendo un dito o spendendo una parola per la nostra causa. Addirittura affidando oggi il servizio alle ditte private pur di non avere il sacchetto dell'immondizia davanti casa in questo periodo pre-elettorale e quindi non perdere consensi.
Il mancato interesse verso la nostra situazione passata, presente e futura da parte delle autorità politiche locali e la disperazione nella quale oggi si trovano gli oltre cento dipendenti dell'ex Consorzio CE/1, spingono noi e le nostre famiglie verso la tentazione di non partecipare al voto del 27 e 28 marzo 2010, come segno di protesta, se la nostra situazione non si sarà in qualche modo risolta.
Non ci sentiamo tutelati, riteniamo che il nostro lavoro non venga in alcun modo salvaguardato da nessun rappresentante politico e ci sentiamo abbandonati dai nostri rappresentanti locali, che invece dovrebbero essere la nostra voce.
Nella foto lo striscione apposto presso la sede dell' ex Consorzio Ce/1 di San Potito Sannitico

Giallo di Faicchio: martedì si terrà l'autopsia sul corpo della 77enne

La signora era molto conosciuta in paese perchè commerciava legname e dieci anni fa uno dei figli maschi morì in un incidente ad Alife
Sono ancora molti gli interrogativi sul ritrovamento del cadavere di Filomena Ferrucci avvenuto giovedì scorso, in località Casali di Faicchio. Gli inquirenti sembrano escludere la pista del furto sfociato in omicidio, ritenendo che l'anziana potrebbe essere morta al termine di un violento litigio degenerato in violenza omicida. Nell’abitazione, infatti, non sembra essere stato portato via nulla. La 77enne, vedova Camputaro, madre di cinque figli, era da tempo inabile e veniva accudita da alcuni familiari.
Intanto, l’autopsia è stata fissata per martedì prossimo presso l'ospedale Rummo di Benevento. L’esame autoptico che sarà eseguito dal medico legale, Monica Fonzo, servirà a chiarire ulteriormente le cause e le modalità della morte della donna. La stessa Fonzo, contattata telefonicamente, ha comunicato che martedì alle 12,30 avrà il conferimento dell’incarico, dopodichè stabilirà l’ora in cui sarà eseguita l’autopsia. Ad un primo esame, secondo quanto ha spiegato il medico legale, il corpo della Ferrucci riportava delle ferite al cranio, probabilmente causate da un corpo contundente. La dottoressa Fonzo esclude possa trattarsi di una morte accidentale. Proseguono le indagini condotte dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Urbano Mozzillo, che ha ascoltato i familiari come persone informate sui fatti. La famiglia Camputaro era conosciuta a Faicchio perché tempo addietro aveva gestito un’attività di commercio del legname. Circa dieci anni fa era stata colpita da un grave lutto: uno dei figli maschi, infatti, era morto ad Alife, in seguito ad un incidente.