Tutti alla caccia del settimo candidato alla presidenza della Provincia. Un tale Salvatore Cervo. Ma chi è? Boh! Nessuno lo sa. Un Carneade? Ma forse un candidato “fantasma”. Tutti i mass media alla ricerca spasmodica di questo aspirante presidente provinciale. Ma esiste o è un nome fittizio? E chi lo sa! A Rai tre sono stati convocati tutti e sette i candidati-presidenti, ma di questo fantomatico Cervo nemmeno l’ombra. Gli uffici della Rai hanno cercato in tutti modi di rintracciarlo, ma è stata un’impresa vana. Ed ancora oggi, a quindici giorni dalle elezioni provinciali, si può ben dire “chi l’ha visto?”.
Abbiamo fatto ricerche in prefettura dove ci hanno potuto solo dire che è nato il 29-9-1987 ad Aversa. Un ventitreenne. Ma chi è, che mestiere fa, espressione di che cosa è, un mistero. Si sa solo, perché compare sulla scheda elettorale, che guida la lista intitolata “Stop camorra”. Ma forse non si vuole far individuare proprio per la sua presa di posizione contro la camorra? Indubbiamente, un fatto unico nella storia delle elezioni provinciali in Terra di Lavoro. Intanto, si è anche proceduto in tribunale al sorteggio dei candidati, nell’ordine cioè di come vanno posizionati sulla scheda elettorale E Cervo c’è. Questo l’ordine: 1) Giuseppe Stellato (consigliere regionale Pd, appoggiato da 7 liste); 2) Giuseppe Vozza (capeggia una sola lista chiamata “Speranza provinciale”; 3) Salvatore Cervo (sola lista “Stop camorra”); 4) Domenico Zinzi (deputato Udc, appoggiato da 13 liste); 5) Giuseppe Cirillo (sola lista “Impotenti esistenziali”); 6) Pasquale Merola (sola lista “Movimento della Libertà”); 7) Antonio Dell’Aquila (sola lista “Federazione di sinistra”). Da notare che i veri competitor sono il deputato Domenico Zinzi ed il consigliere regionale Giuseppe Stellato. Gli altri cinque candidati da considerarsi “outsider in campo”.
Abbiamo fatto ricerche in prefettura dove ci hanno potuto solo dire che è nato il 29-9-1987 ad Aversa. Un ventitreenne. Ma chi è, che mestiere fa, espressione di che cosa è, un mistero. Si sa solo, perché compare sulla scheda elettorale, che guida la lista intitolata “Stop camorra”. Ma forse non si vuole far individuare proprio per la sua presa di posizione contro la camorra? Indubbiamente, un fatto unico nella storia delle elezioni provinciali in Terra di Lavoro. Intanto, si è anche proceduto in tribunale al sorteggio dei candidati, nell’ordine cioè di come vanno posizionati sulla scheda elettorale E Cervo c’è. Questo l’ordine: 1) Giuseppe Stellato (consigliere regionale Pd, appoggiato da 7 liste); 2) Giuseppe Vozza (capeggia una sola lista chiamata “Speranza provinciale”; 3) Salvatore Cervo (sola lista “Stop camorra”); 4) Domenico Zinzi (deputato Udc, appoggiato da 13 liste); 5) Giuseppe Cirillo (sola lista “Impotenti esistenziali”); 6) Pasquale Merola (sola lista “Movimento della Libertà”); 7) Antonio Dell’Aquila (sola lista “Federazione di sinistra”). Da notare che i veri competitor sono il deputato Domenico Zinzi ed il consigliere regionale Giuseppe Stellato. Gli altri cinque candidati da considerarsi “outsider in campo”.
“La nostra provincia vive da anni – dice Giuseppe Vozza, già sindaco di Casagiove – una situazione di degrado umano ed ambientale straordinaria, accentuata prima e provocata oggi da un sistema politico autoreferenziale, utile solo a se stesso e che, anzi, abbisogna delle difficoltà dei più, per sostenere, nella logica clientelare che lo pervade, la propria necessità. Cosa è possibile anzi necessario fare per cambiare questo triste stato di cose? Semplicemente cambiare completamente direzione, modificare il nostro orizzonte politico. La lista provinciale, si candida a governare l’amministrazione provinciale di Caserta e pone sette pilastri quali elementi essenziali per il rinnovamento e il buongoverno dell’amministrazione della provincia”. Per Vozza “è necessario e urgente sottrarre Caserta a una classe di politicanti culturalmente impreparati, subalterni, parassitari, opportunisti, spesso corrotti, trasversali e trasformisti legati unicamente ancorati alla logica dell’intervento straordinario, dell’assistenzialismo e del potere visto come privilegio e non come servizio”.
Questi i punti programmatici di Giuseppe Cirillo: "progetto per la Reggia che si articola in 7 punti e che se realizzato frutterà mille posti di lavoro; riapertura alle auto sul corso Trieste per dare ossigeno al commercio che ora è in ginocchio. Su tale corso realizzazione di 120 posti auto a spina di pesce (limite 30 minuti) che darebbero lavoro a 20 parcheggiatori; eliminazione delle tasse per le cooperative agricole; eliminazione di tutti i fossi e le buche delle strade provinciali; assistenza ed animazione per gli anziani a cura dell’Amministrazione provinciale; eliminazione delle barriere architettoniche che mortificano la vita già sfortunata degli handicappati."
“La Federazione di sinistra – dice Antonio Dell’Aquila – è impegnata a sostenere la battaglia della Cgil su tutti fronti a partire dalla difesa dello statuto dei lavoratori che in queste ore è messo in discussione dal Governo. La norma varata dal Senato, che introduce la possibilità che le controversie tra il datore del lavoro e il suo dipendente siano risolte anche da un arbitro in alternativa al giudice, nasconde un attacco all’articolo 18. La federazione di Caserta sarà in piazza venerdì anche in difesa dei temi cari alla provincia di Caserta a partire dal contrasto alla criminalità e per la difesa della legalità nei settori cruciali delle attività produttive e della pubblica amministrazione. Nella piattaforma della federazione della sinistra l’impegno a lavorare su tre filiere: il rilancio dell’industria leggera, di un’agricoltura di qualità e del turismo”.
Questi i punti programmatici di Pasquale Merola, amico di Sgarbi, di S.Maria C.V.: "abbassamento delle tasse provinciali; snellimento burocrazia provinciale; ricambio generzionale classe dirigente; abolizione dell’odiosa tassa sulle caldaie; per i passaggi di proprietà auto, riportare la tassa a livelli nazionali (150 euro); abolizione dell’addizionale Irpef che compete alla Provincia; dimezzare la tassa Tarsu; dimezzare la quota della bolletta Enel che compete alla Provincia."
Giovanni De Stasio







