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martedì 9 febbraio 2010

Piana di Monte Verna, sull’indicazione del candidato Pdl alla Provincia Stefano Giaquinto, interviene il sindaco del paese vicinioro Santabarbara

“Mi fa piacere constatare che i coordinatori cittadini del Pdl si siano riuniti senza aver invitato il sottoscritto, coordinatore Pdl di Piana e si siano scelti anche l’elettorato…”
Dopo che è stato reso pubblico il nome di Stefano Giaquinto come candidato del Pdl nel collegio n° 5 di Caiazzo, interviene il sindaco di Piana di Monte Verna Raffaele Santabarbara (nella foto) coordinatore del Pdl locale con alcune sue considerazioni anche “sferzanti”, perché tra i nove comuni del collegio, proprio Piana di Monte Verna è stato escluso dalla riunione di collegio del Pdl, svoltasi la settimana scorsa: “Leggo che il coordinamento Pdl del collegio n. 5 di Caiazzo, tra cui rientriamo anche noi come Comune, ha indicato il nome del sindaco caiatino Stefano Giaquinto come candidato alla Provincia, senza interpellare nessuno qui della nostra Comunità che pure è vasta ed è per numeri di elettori il terzo Comune del collegio. Mi fa piacere quindi che gli amici del partito si siano scelti autonomamente sia il loro candidato che il loro elettorato, eludendo quindi la stessa comunità pianese.” In effetti, dal comunicato giunto alle redazioni, l’unico Comune che non compare è Piana di Monte Verna e qui Santabarbara dona una sua chiave di lettura: “ Non so la decisione di non invitarmi chi l’abbia adottata, posso però ben capire che a questo punto, mi sento sia le mani che la coscienza libera di indicare e appoggiare il nostro candidato alla Provincia con tutto il gruppo consiliare di Piana di Monte Verna e nessuno escluso tra noi, dopo questo ulteriore schiaffo. Anche il senatore Sarro ha sbagliato nei nostri confronti. Poteva andare benissimo Giaquinto purché fosse stata una decisione collegiale, ma altrettanto poteva andare meglio per il Pdl anche il nostro capogruppo Raffaele De Marco. Ma dopo questo gesto che ritengo sia un chiaro intendimento atto ad escludere il Pdl pianese, noi appoggeremo incondizionatamente l’amico e collega amministratore De Marco per dargli un valido sostegno alla conquista della Provincia. Vedremo quanto sarà bravo il sindaco di Caiazzo Giaquinto, al quale mi sento in questo momento solo di dirgli ‘auguri’ per le prossime elezioni e ‘auguri’ ancor più vividi che raggiunga il quorum necessario.”

Caiazzo. Fabio Sgueglia attacca il Comune e interpella l’assessorato regionale all’Agricoltura

“Ogni volta che arriviamo al periodo elettorale l’Amministrazione Comunale tira fuori il Pip ed invia a cadenza lettere di esproprio. Questo è terrorismo psicologico e dura da 30 anni!”
Il dirigente regionale dell’Udeur Fabio Sgueglia (nella foto con Clemente Mastella), già amministratore comunale in molte legislature caiatine, scrive una lettera/interrogazione alla Giunta Regionale della Campania ed al responsabile dell’area tecnica del Comune Geometra Giuseppe Grasso in merito al recente avviso di avvio di procedimento per l’adozione del Pip (Piano Insediamento Produttivo). Così Sgueglia nella sua pepata missiva a Comune e Regione: “Non volendo entrare nel merito della testarda opportunità degli amministratori attuali di voler rendere possibile l’attuazione di un Pip ormai in itinere da trenta anni, il sottoscritto con la presente vuole semplicemente segnalare che ancora prima di avviare il procedimento di esproprio (come invece è stato fatto) bisogna apportare la variante al vigente strumento urbanistico!” Lo stesso Sgueglia poi sottolinea anche un'altra circostanza: “Questa situazione, sembrerebbe quasi una sorta di operazione di terrorismo psicologico applicata nei confronti dei disubbidienti proprietari dei terreni interessati dalla vicenda Pip, che ormai da trenta anni, quasi a scadenza periodica, si vedono recapitare avvisi di esproprio dei propri terreni.” In effetti la vicenda ha avuto inizio lo scorso 13 gennaio quando il responsabile del Servizio Politiche del Territorio del Comune di Caiazzo, Geometra Giuseppe Grasso, comunicava ai proprietari dei terreni interessati che “per consentire la realizzazione dei lavori di attuazione del Piano degli insediamenti produttivi attraverso la conferenza dei servizi, si sarebbe proceduto ad effettuare la variante al vigente strumento urbanistico con conseguente apposizione di vincolo preordinato all’esproprio.” E questo tipo di procedura secondo lo stesso Sgueglia “è da ritenersi non conforme alla normativa in materia.” Infine Sgueglia in merito alla vicenda Pip ritiene che: “Così come è stato reimpostato, rispetto a come era, sarà un Piano sicuramente deficitario qualora però la Regione decida di riconcedere i finanziamenti che altrimenti al Comune hanno già perso da tempo. In ogni caso ne vedremo delle belle…”

lunedì 8 febbraio 2010

Caiazzo. Caso Battaglia. Ora emerge che nessun casalese lo minacciò!

Il corto circuito mediatico e la distorsione dell'informazione gioca sempre brutti scherzi: e cosi si susseguono notizie 'in stile pecoroni' tra agenzie e giornali. Ultimo caso, quello dell'imprenditore Battaglia che ha ottenuto, grazie alla sua scena di incatenamento all'esterno della prefettura, la sospensione della vendita dei beni all'asta. Battaglia dice che fu minacciato dai casalesi, ma dalle carte processuali non emerge niente del genere. Le parole dell'avvocato Ferraro forniscono un punto di vista molto diverso rispetto a quello che è emerso in questi giorni. Salta fuori un contratto Alitalia revocato
La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere si appresta a chiedere il rinvio a giudizio di cinque persone che – secondo l’accusa – avrebbero commesso un tentativo di estorsione, oltre all’usura, ai danni dell’imprenditore Roberto Battaglia (nella foto), il titolare di un’azienda zootecnica di Caiazzo che l’altro giorno si era incatenato all’esterno della Prefettura di Caserta ottenendo dal giudice civile del tribunale sammaritano la sospensione della vendita all’asta dei suoi beni. Tra gli indagati del procedimento penale - di cui è titolare il pm Antonio Ricci - c’è Luigi Schiavone, 46 anni, di Casal di Principe: quest’ultimo, già scarcerato dal Riesame dopo un periodo di detenzione preventiva, non sarebbe legato ad alcun clan della criminalità organizzata. In particolare, non si tratta di Luigi Schiavone figlio del boss Francesco detto «Cicciariello» (al quale proprio ieri i carabinieri hanno sequestrato 121 mila euro ritenuto provento illecito). A precisare la circostanza è il legale di Luigi Schiavone, l’avvocato Vincenzo Domenico Ferraro, che evidenza la pronuncia del Tribunale della Libertà sulla natura del reato. «I reati contestati al mio cliente – afferma il legale – sono di competenza della Procura di Santa Maria Capua Vetere, e non della Dda, e dunque mai sono stati ipotizzati collegamenti di favoreggiamento camorristico o associazione di stampo mafioso come si evince da alcune dichiarazioni rilasciate pubblicamente dalla presunta vittima. Inoltre – afferma l’avvocato Ferraro – abbiamo presentato alla Procura i certificati anagrafici che smentiscono parentele del mio cliente con personaggi della criminalità organizzata, spesso citati in questa vicenda, con i quali c’è solo una comunanza di cognomi». La chiusura delle indagini si riferisce a due specifici episodi e oltre a riguardare Luigi Schiavone, coinvolge Giuseppe D’Anna, ufficialmente mago di professione; Nicola Iodice, infermiere nell' ospedale di Santa Maria Capua Vetere; Tommaso Grandinetti, perito assicurativo e Michele Altarelli, ex infermiere dell'ospedale di Maddaloni anche questi ultimi scarcerati per mancanza di indizi dal Riesame all’indomani degli arresti. La via crucis di Battaglia, ex titolare di un’agenzia di viaggi, inizia nel 1995 quando l’Alitalia gli revoca il contratto in esclusiva. Da qui le vicissitudini di questi giorni.
Biagio Salvati

Tragedia a San Clemente. Un 27enne non trova lavoro e si impicca!

Giovanni Ricciardi 27 anni anni ha cercato e trovato la morte nella completa solitudine. Un'altra vita spezzata da questa società fallimentare e chiusa al futuro!!!
La solitudine aveva contribuito ad allevare il tarlo dell’angoscia. Angoscia di non riuscire a trovare un lavoro. Un male lento, inesorabile. Sfociato oggi nella decisione di uccidersi. Giovanni Ricciardi, 27 anni, di Caserta, ha deciso di uccidersi lasciando genitori e amici, e impiccandosi con una corda nel garage di casa a San Clemente, in via Galatina.
Un ragazzo d’oro: per anni aveva prestato servizio come volontario non retribuito al 118 e molti lo conoscevano proprio perché era solito condurre l’ambulanza del servizio di stanza in piazza Mercato. Il corpo del giovane è stato trovato ieri pomeriggio dal padre che, intorno alle 14.30, ha aperto la porta del garage e si è trovato di fronte ad una scena straziante. Il giovane, tra l’altro, secondo quanto riferito dai genitori alla polizia dell’Ufficio prevenzione generale della questura di Caserta che si occupa del caso, da circa due mesi si era chiuso in se stesso e viveva il dramma disoccupazione. Era diventato riservato, chiuso, introverso.

Dramma lavoro. Il Cardinale Crescenzio Sepe ai candidati: "Non parole ma fatti!"

L'Arcivescovo di Napoli ricorda l'elettricista suicida: "E' rimasto vittima di un meccanismo infernale!"
La vita da difendere, custodire, proteggere e non «da umiliare, violentare, disperdere». Nella XXXII Giornata per la vita, celebrata ieri, la Chiesa di Napoli lancia un appello forte a credenti e non, alle famiglie, ai politici. Il cardinale Sepe, nella basilica di San Francesco di Paola, chiede a chi è impegnato nella «prossima tornata elettorale non parole, ma fatti. Napoli vive drammaticamente la mancanza di lavoro. Vorrei che i candidati tenessero in conto questa priorità come elemento centrale: è necessario che i problemi concreti prendano il sopravvento; che, al di là degli schieramenti e di ogni alleanza, che pure rispettiamo, si vada alle proposte. Più che una competizione questo dovrebbe essere un banco di prova per il bene comune di tutti i cittadini, con al primo capitolo il lavoro». Occorrono risposte adeguate, incalza l'arcivescovo, non progetti mai realizzati: «Non ci interessano le questioni politiche che non sono di nostra competenza, ma la nostra missione è di stare accanto ai deboli. Il nostro appello è a mettere in atto tutto ciò che serve per salvare l'uomo». Nella Giornata della vita, Sepe ricorda Giovanni Vano, l'elettricista che si è impiccato al bosco di Capodimonte: «Noi popolo della vita ci impegniamo a denunciare i meccanismi che portano alla disuguaglianza, alla depressione, alla morte. Giovanni è morto perché qualcuno ha umiliato la sua vita. Qualcuno si è fatto artefice di un meccanismo infernale che non rispetta il lavoro giusto e dignitoso. Noi condanniamo il meccanismo di morte in nome del denaro, del facile guadagno, di ciò che umilia e procura ingiustizia». Nella mancanza di lavoro si insinua la camorra, aggiunge Sepe. «Quando c'è il malessere sociale le organizzazioni criminali giocano la carta del ricatto: è la peggiore sventura che può colpire la nostra città. Ed è proprio questo che ci spinge a ricercare tutto ciò che possa creare un'onda d'urto per contrastare la deriva totale». I diecimila che hanno passeggiato da piazza Dante a piazza Plebiscito chiedono una svolta. «La Chiesa di Napoli è pronta a coglierla - dice l'arcivescovo - da chi riuscirà con i fatti a stare al fianco dei più deboli, dei giovani, dei disoccupati, dei malati». La mattinata è iniziata al I Policlinico: qui i piccoli con i familiari hanno vissuto un momento di preghiera con gli operatori sanitari, il rettore della II Università Francesco Rossi e il direttore generale dell'Azienda Policlinico Alfredo Siani. «Quando la malattia colpisce i bambini, il nostro lavoro diventa più drammatico», dice Rossi. «E spesso - aggiunge Siani - per noi la malattia è incomprensibile; ci auguriamo di avere sempre la serenità di progredire nella cura dei piccoli». Poi la passeggiata continua al ritmo della festa. L'arcivescovo incontra i bambini dell'Azione cattolica ragazzi con i quali ha inizio la lunga passeggiata. All'altezza di via Santa Brigida scambia un saluto con un gruppo di peruviani che gli ha dedicato una canzone; lungo via Toledo incontra le famiglie a passeggio; in piazza del Plebiscito visita gli stand delle 67 associazioni che promuovono la vita: per tutti una parola e una stretta di mano. Davanti a Palazzo Reale Sepe indossa la pettorina e percorre con i bambini l'ultimo tratto della staffetta sulla pista, allestita dal Centro sportivo italiano che, dalla mattina, con 500 ragazzi, collegati virtualmente con Roma, correvano i 250 km con tappe di 100 metri. La corsa per la vita termina alle 12; poi, in basilica, l'appello per Napoli.

IL CARDINALE SEPE SALUTA IL POPOLO DI FACEBOOK

Teano. Quando si è più al sud del Sud. Sei mesi per riparare un ecografo

A protestare per il ritardo nella riparazione è il coordinamento sindacale del presidio ospedaliero sidicino. Gli utenti dell'Alto Casertano costretti a rivolgersi alle strutture di Molise e Lazio!
Sei mesi per riparare una sonda di un ecografo. Sei mesi, per gli utenti dell’Alto Casertano, di disagi e di "pellegrinaggi" verso il Molise e il Lazio per le ecografie. A protestare per il ritardo nella riparazione è il coordinamento sindacale del presidio ospedaliero teanese, dal quale però si è dissociata la Cgil. Le organizzazioni sindacali hanno inviato una vertici dell’Asl una richiesta di avvio di indagine interna, ipotizzando addirittura un vero e proprio boicottaggio nella realizzazione dei lavori. Alla fine del mese di luglio l’ecografo è fuori servizio, infinite le richieste di ripristino da parte degli addetti ai lavori, diverse le sollecitazioni anche dei rappresentanti del coordinamento sindacale: tutto senza alcun riscontro. La prima denuncia pubblica parte, dai sindacati, lo scorso ottobre. Poi a novembre, il commissario dell’Asl annuncia l’autorizzazione ai lavori. Ma da allora sono stati necessari altri mesi per risolvere il problema. «Sono passati sei mesi dalla sospensione del servizio — scrivono in una nota i sindacalisti — diversi sono stati gli interventi, nessuno risolutivo Oggi finalmente l’arrivo della sonda che permette di fare tutti gli esami internistici, tra cui quelli di pronto soccorso».
Nella foto l'Ospedale di Teano
Giancarlo Izzo

VERSO LE PROVINCIALI/ Pd adesso Stellato è favorito per la candidatura alla Presidenza

Natalizio: decisione in 48 ore. Iodice: niente fretta. Api e Sinistra disertano il tavolo di coalizione. E si riaprono le porte per il sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello alla Regione...
Un parte del Pd è intenzionata a rompere gli indugi e a definire la candidatura per la presidenza della Provincia «entro 48 ore». E il nome su cui puntano è quello del consigliere regionale Giuseppe Stellato, che gode dell’appoggio degli ex Margherita e dei bassoliniani. Ma non incontra i favori dell’altra parte del partito, altrettanto consistente, che lo considera un candidato troppo debole, citando a suffragio i risultati di un sondaggio. Pole position Il consigliere regionale Giuseppe Stellato In realtà, la candidatura di Stellato — che pure è un penalista tra i più noti ed affermati del territorio — sembra soddisfare soprattutto la logica degli equilibri interni del partito, perché sottrarrebbe alla lista per le regionali un consigliere uscente di peso, lasciando spazio ad altri concorrenti.
E così, ad esempio, il sindaco di Piedimonte Matese, Enzo Cappello, potrebbe prenderne il posto in lista in quota ex dielle; mentre il bassoliniano Enrico Fabozzi, sindaco di Villa Literno, potrebbe ereditarne una parte dell’elettorato. Intanto, però, quello che accade in casa Pd suscita sempre maggiori malumori tra i cespugli e rischia di compromettere le possibilità di alleanza all’interno di un centrosinistra che rischia ulteriori lacerazioni. «Non crediamo di poter aderire alle proposte rinunciatarie e di basso profilo provenienti dal Pd — si legge in una nota ufficiale di Sinistra ecologica e Libertà firmata da Pietro Di Sarno ed Enzo Falco— sembra che qualcuno abbia già rinunciato a vincere. In tutta la coalizione di centrosinistra è ormai opinione largamente diffusa che il Pd con senso di responsabilità debba fare un deciso passo indietro, rinunciando ai tanti nomi interni che si ostina a proporre e che continuano a dividere. Diversamente, noi siamo decisi a continuare senza di loro insieme agli altri partiti della coalizione, impegnandoci da subito a costruire un’alleanza diversa, guidata da un candidato autorevole che possa esprimere la necessità di rifondare il centrosinistra su basi etiche e politiche».
Poi l’avvertimento di SeL: «Non possiamo certo immaginare di rinunciare a combattere in provincia di Caserta. Siamo comunque ben oltre il punto di non ritorno. Nelle prossime ore incontreremo tutte le forze politiche che credono in un'alternativa vera e politicamente forte alla destra». L’Api di Rutelli, invece, attraverso Piero Squeglia, il candidato per la presidenza della Provincia designato dai rutelliani, conferma che continuerà a disertare le riunioni dell’interpartitico di centrosinistra. «Ritengo siano del tutto inutili— dice Squeglia— siamo a pochi giorni dalla presentazione delle liste e la coalizione risulta completamente impantanata». Per Achille Natalizio, leader dei bassoliniani, «il Pd ha il dovere di definire la candidatura entro 48 ore: non si più temporeggiare e in questo momento chi aggrega maggiormente è l’avvocato Stellato».
Ma il coordinatore provinciale Enzo Iodice, obietta: «Non conta fare in fretta, ma fare bene. Dobbiamo provare a vincere. E per farlo, occorre trovare un nome che raccolga consensi veri ed unanimi. Inoltre, non si può prescindere da quello che avviene nell’altro schieramento tra Udc e Pdl: se ci sarà rottura non possiamo farci trovare impreparati».
Pietro Falco

VERSO LE PROVINCIALI/ Il gruppo del Pdl "Giovane Italia" pressa i responsabili del partito a scegliere un candidato alla svelta

"La Giovane Italia intende esprimere la propria opinione riguardo la scelta del candidato al consiglio provinciale per il collegio Piedimonte-Gioia, nella lista del PDL. Riteniamo infatti che il tempo stia stringendo, e che sia quantomai opportuno accelerare verso una decisione." Questo l'inizio del Comunicato stampa del Nucleo di Piedimonte Matese...
...Il 28 e 29 Marzo tanti elettori sono pronti ad esprimere la loro preferenza per il Popolo della Libertà. Un partito che vola, soprattutto nella nostra provincia, su percentuali altissime. Di certo, si riconfermerà il primo partito di Terra di Lavoro. L’anomalia è che, proprio qui, da troppo tempo ormai il partito è in una attesa supina di decisioni altrui, o di candidati calati dall’alto. Questo sta accadendo parallelamente per la scelta del candidato Presidente, e nel nostro collegio nell’individuare un consigliere in pectore.
Vorremmo allora rompere ogni indugio, e lanciare le nostre proposte. Semplici, quasi ovvie, ma a quanto pare non ancora attuate.
La prima è quella di stimolare tutti i responsabili di partito, e chi si propone per la carica, a sedersi attorno ad un tavolo, al fine di farsi trovare già pronti di fronte alla scelta del candidato al consiglio provinciale per il nostro collegio. Scelta che, non appena verrà definito il nome per la presidenza, dovrà infatti essere ratificata e presentata ai cittadini.
Lo scopo è quello di evitare che si perda ulteriormente del tempo rispetto ad alcune importanti questioni, in primis la definizione di un programma concreto di azioni che puntino al rilancio dell’alto-casertano matesino. L’Ente provinciale ha, in relazione alle proprie competenze, una notevole incisività decisionale in materia di indirizzo e progettualità. E’ opportuno dunque stimolare un dibattito costruttivo, al fine di non trovarsi impreparati di fronte agli elettori.
Ma non è solo un problema di tempi: il PdL, anche nella nostra realtà territoriale, conta al proprio interno, non c’è da nasconderlo, anime e sensibilità differenti, che cooperano costruttivamente e in comunione di intenti.
Da qui la seconda proposta: poiché pensiamo che la nostra forza è quella dell’unità, siamo fortemente convinti che sia indispensabile raggiungere una scelta assolutamente condivisa.
Noi della Giovane Italia rifiutiamo qualsiasi decisone, che non sia frutto del confronto democratico interno al partito. Riteniamo opportuno stimolare il partito affinchè non resti suddito di imposizioni verticistiche, che non rispetterebbero la vitalità e le forze positive delle quali il partito dispone sul territorio.
Premesso ciò, riteniamo quindi che il nome giusto per rappresentare il partito e il territorio in questa tornata elettorale sia da scegliersi tra chi ogni giorno dimostra dedizione, capacità, tenacia e senso di responsabilità durante la propria attività sociale, politica e amministrativa in questo partito. Un partito che raccoglie tra le proprie fila uomini con alle spalle una ligia ed operosa militanza nel centrodestra, che si sono impegnati in prima persona per dare i natali al Popolo della Libertà nel Matesino. Noi della Giovane Italia, come tanti elettori, simpatizzanti e semplici cittadini, crediamo che questi debbano essere i criteri per selezionare il naturale candidato alla carica di consigliere provinciale nella lista che andremo a sostenere.
Ci rimettiamo, dunque, alle decisioni del direttivo, pronti a dare il nostro umile contributo di proposte e di idee, come abbiamo fatto con la presente. E pronti ad accettare le scelte del direttivo stesso, purchè queste tengano in pieno conto la “voce della base” e si fondino su un serio e costruttivo confronto democratico..."

CAIAZZORINASCE
E' assolutamente lodevole che stavolta a spingere il coordinamento provinciale del Pdl non siano i soliti "tromboni" o le testate giornalistiche, ma anzi dei giovani che in questa tornata, soprattutto a Piedimonte Matese, nutrono legittime aspettative per una candidatura che possa annoverare magari, massimo un "trentenne" e non i soliti "politiconi" che hanno abbondantemente raggiunto gli "anta". Debita premessa, un dato di fatto. Per Piedimonte Matese in particolar modo, bisogna attendere che venga fuori il candidato alla Presidenza, tra Carlo Sarro e Mimì Zinzi. Orbene se sarà il primo ad essere "nominato" avrà l'esigenza non tanto del nome ma dei consensi. Ci spieghiamo meglio. Sarro farà scendere in campo tre -quattro personaggi politici forti che sebbene divisi e soprattutto sebbene rischiano di non essere eletti per la divisione dei pani e dei pesci (LI VOTI!!!) comunque gli portano un quoziente "tot" per farlo vincere, soprattutto con uno Zinzi contro... Mentre se sarà il medico marcianisano, come crediamo che alla fine sia, allora ci sarà bisogno del candidato forte unico nel collegio di Piedimonte Matese, per riuscire stavolta a farlo eleggere nel lussuosissimo palazzo della "Saint Gobain". Pd con elle o Pd meno elle la musica non cambia...è tutto qua!
Nella foto alcuni componenti della Giovane Italia di Piedimonte Matese col sindaco di Roma Gianni Alemanno

Caiazzo. Roberto Di Iorio interviene sulla questione di Sussidiopoli e bacchetta i siti internet

Il cresponsabile del Mid (Movimento Italiani Disabili) critica la scelta di un sito di pubblicare una graduatoria pubblica. Ma in un recente passato con più articoli suoi, ha apertamente criticato il Municipio di Caiazzo per la poca trasparenza...
In Italia “dovrebbe” esserci una legge sulla privacy,sulla riservatezza dei dati personali,in effetti c’è,ma andrebbe rispettata!!! Mi riferisco a quella lista di nomi e cognomi di cittadini Caiatini, messi in bella mostra in internet, in effetti nessuno,oltre alla magistratura e alle Forze dell’Ordine sanno ancora chi è colpevole e chi è innocente!!! Certamente i colpevoli sono da punire,ma certamente nel mucchio di nomi,qualcuno innocente ci sarà,non trovo assolutamente giusto fregarsene della legge sulla privacy , sbattere tutte queste persone in prima pagina alla gogna di tutti!!! In realtà tutti quei nomi e cognomi,altri non sono,coloro che hanno fatto richiesta al Comune di Caiazzo,di un aiuto economico per indigenti! In realtà una lista che andava esposta nella bacheca del Comune di Caiazzo,non messa in rete alla visione del mondo intero!!! Io personalmente mi sentirei offeso e umiliato se un mio parente o amico,trovandosi in un momento di difficoltà e facendo regolare domanda di 'aiuto', il suo nome e cognome,venisse messo in bella vista di tutti coloro che navigano in rete!!! L’importante è fare notizia, pubblicare e condannare senza processo!!! Sappiamo benissimo ciò che accade nei piccoli paesi di provincia, le malelingue hanno pane per i loro denti! Io se fossi in uno dei nomi e cognomi pubblicati in rete, denuncerei il o i responsabili, per aver pubblicato nominativi di persone aventi il diritto alla riservatezza!!! Saranno poi i Magistrati a decidere se nella lista di nomi,vi sono persone che hanno commesso reati!!!
Roberto Diiorio
CAIAZZORINASCE:
Gent.mo Roberto Diiorio,
le sfugge un dato di fatto, forse perchè Lei attualmente sarà impegnato in chissà quale delle tante Sue battaglie e non avrà verificato prima di inviare questa lettera a tutti i siti e giornali se era lecito o meno pubblicare una graduatoria, quella che si trova sul sito internet Teleradionews. Ebbene quel documento è "PUBBLICO" perchè così vuole la legge, ossia che all'epoca dei fatti quei nominativi che beneficiarono di un contributo elargito dallo Stato, ovvero soldi nostri, venissero Ope Legis resi di dominio pubblico, altrimenti lo stesso Municipio di Caiazzo sarebbe passibile di un'azione penale D'UFFICIO da parte della Magistratura. Ciò scritto, signor Diiorio, anche per la stima di cui Lei gode da parte nostra, le facciamo ossequiosamente notare che nell'articolo de quo, NESSUNO PARLA DI UN ELENCO DI INDAGATI, NESSUNO SCRIVE CIO', ma ci si è semplicemente riportati alla stessa graduatoria, asserendo semplicemente e testualmente "Questa è la graduatoria dell'epoca non sappiamo se tra quelli nell'elenco vi siano alcuni dei 58 indagati"
Francamente non avremmo nemmeno risposto alla Sua lettera seppur meritevole di considerazione. Ma poi ci capita di leggerla anche su altri siti internet e per noi quindi diventa doveroso risponderLe. Innanzitutto bene ha fatto a scrivere a tutti, dandoci così modo di replicarLe come del resto stiamo facendo, però se proprio le scappa di scandalizzarsi, ci permettiamo di darLe alcuni suggerimenti, guardi altrove e non a chi della passione, come nel caso specifico il sito Teleradionews fa, rende un servizio pubblico "Deo Gratis"...
Speriamo di essere stati il più delicati possibile e non aver offeso alcuni, in primis Lei.
P.S.: Non volendo risultare prolissi, ma alla fine di questo nostro pensiero a Lei rivolto ci viene in mente un'altra circostanza. Ma non era proprio Lei che lamentava la poca trasparenza del Comune nei confronti del cittadino? ed ora si indigna per un atto dovuto di trasparenza? Ahi, ahi signor Diiorio non faccia pensar male anche noi...
Con osservanza e ci segua sempre!

Piedimonte Matese. Ennesimo blitz dei Carabinieri guidati dal Capitano Salvatore Vitiello coadiuvato dai militari delle Stazioni dipendenti

Arresti e denunce durante una operazione di servizo dei Carabinieri per reprimere i furti e l’immigrazione clandestina
E' di una persona arrestata in flagranza di reato e di altre due colpite da vari provvedimenti il bilancio di un blitz messo a segno dai Carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese con l'obiettivo di contrastare il fenomeno dei furti nelle abitazioni e l'immigrazione clandestina. Ad agire i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Piedimonte e quelli delle Stazioni di Alife, Ailano e San Gregorio. La persona arrestata, sorpresa nella periferia del capoluogo pedemontano, è un immigrato clandestino di origine asiatica, Karam Ueer (nella foto) 23enne, il quale da oltre due anni risultava colpito da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale e sospettato di essere coinvolto in alcuni furti commessi nel territorio casertano. L'uomo è stato trasferito nelle camere di sicurezza dell'Arma, in attesa di comparire davanti ai Giudici del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per il processo per direttissima. A seguito di un'attività investigativa i militari della Stazione di Alife hanno denunciato per furto aggravato V.S., 43enne del posto, il quale avrebbe asportato un contatore relativo alla rete idrica, dall'abitazione appartenente ad un suo vicino di casa. Ad Alvignano invece, i militari della locale Stazione hanno fermato un pregiudicato di origine albanese T.C., 26enne, a suo carico numerosi precedenti per furti commessi ai danni di abitazioni. Non sapendo giustificare la sua presenza nel centro del comune di Alvignano ed essendo i Carabinieri convinti che stesse per progettare qualche "colpo" nella zona, è stato accompagnato in Caserma, dove nei suoi confronti è stata avanzata la proposta della misura di prevenzione che prevede il "foglio di via obbligatorio" con il divieto di ritorno per la durata di tre anni. Sempre ad Alvignano i militari sono riusciti a recuperare, nella periferia, una autovettura Fiat Panda che era stata asportata nella giornata di ieri ad un commerciante di Caiazzo. La refurtiva è stata riconsegnata al legittimo proprietario.